Runner – Paladino dell’Ambiente

Comunque la si vuol vedere, il nostro mondo running non è immune dagli effetti del cambiamento climatico. Oramai gli effetti sono più che evidenti, in molte competizioni a noi vicine che lontane, giusto per ricordarne una, la maratona delle Olimpiadi di Tokyo 2020(21) è stata corsa a 400 km dalla capitale per l’eccessivo caldo. Anche in Italia si assiste a gare ai limiti e oltre della resistenza, con conseguenti malori e altro per l’eccesso di caldo.
La domanda nasce spontanea, ma noi runner possiamo fare qualcosa che vada ad incidere sulla lotta al cambiamento climatico e magari almeno rallentarlo?
Sicuramente si!
Non solo parlare ma anche agire!
Noi, oltre ad essere runner siamo dei consumatori, esserne consapevoli e far sentire la propria voce nei confronti di chi produce è importante.
Scarpe o abbigliamento per i nostri training/gare sono fatti di materiali che hanno un impatto molto pesante sull’ambiente, sia in fase di produzione che di distribuzione e infine di smaltimento.
Sfatiamo il mito della durata delle scarpe limitata ai 5-600 Km e poi privilegiamo abbigliamento di qualità da comprare in numero contenuto e da usare fino alla fine.
Le aziende devono adottare politiche di riciclo serie e attivare piani di rigenerazione per l’abbigliamento e le scarpe.
È uno strumento che noi abbiamo, per farlo sentire sul mercato: se certi prodotti non vengono più acquistati smetteranno di essere prodotti.
Noi runner, siamo paladini dell’ambiente, dobbiamo iniziare con dei piccoli gesti comportamentali. Nelle nostre sedute di training e competizioni non disperdiamo materiali plastici o di altro genere, usiamoli perché necessari, ma consapevolmente.
Tutto parte dalle piccole cose, ogni nostro gesto può fare la differenza. Siamo promotori di benessere, a minor impatto ambientale e possiamo essere protagonisti del cambiamento ecoambientale.

(Francesco Valente)

Compila il form per proposte e suggerimenti