Tetrathlon Lecce

Le gare del weekend 8-9 maggio

Sabato 8 e domenica 9 a Molfetta presso lo stadio “Mario Saverio Cozzoli” si è svolta la seconda tappa di qualificazione regionale CDS Allieve/i Assoluti U/D e Master U/D.

Tantissimi gli atleti che si sono dati battaglia sul campo di gara e tantissimi i buoni risultati ottenuti soprattutto per i nostri atleti brindisini che hanno gareggiato per i colori delle proprie società.

L’atletica Amatori Cisternino Ecolservizi ha ottenuto diversi risultati positivi ecco i migliori per ogni sua disciplina:
nella velocità per esempio Vecchio Giovanni classe 2002 categoria Juniores con il tempo di 22”24 ha ottenuto un terzo posto assoluto nei 200 metri e il pass per i campionati Italiani Juniores Promesse, minimo anche per Sinigaglia Fabio, il quale ha stampato 22”56 nel mezzo giro di pista;
negli 800 metri De Donatis Antonio dopo una bella battaglia ha siglato un 2’04”15.
Nei 5000 metri Personal Best per Andrea Palumbo che con il tempo di 14’44”18 si migliora di circa 22”.
Stefanizzi Andrea nei 400hs ha fermato il cronometro a 59”65.
Semeraro Luca nel salto con l’asta ha superato l’asticella posta a metri 4,50.
Germinario Claudio nel triplo ha balzato a 12,90 metri.
Nel lancio del martello kg 7,260 Calabrese Carlo ha lanciato a metri 53,51. Nel martello da 5,00 kg ha avuto la meglio Galiulo Mattia che fa volare l’attrezzo a 49,92m.
Nel Giavellotto invece Mauro Michele lancia a 38,05 metri sempre nel giavellotto l’allievo De Carolis Matteo realizza 52,63 m. minimo per gli italiani.
Nelle staffette un ottimo 3 posto con il quartetto Locorotondo Gabriele, Legrottaglie Vittorio, Patruno Andrea, Sinigaglia Fabio nella 4×100 con il tempo di 47”44. Nella 4×400 Perrone Giovanni, Gernone Gaetano Daniele, Andriulo Alessio e Vecchio Giovanni fermano il cronometro a 3’30”29.

Ecco i migliori risultati per disciplina per la società brindisina Folgore Brindisi:
Torroni Pietro categoria senior conquista un terzo posto assoluto sugli 800 metri con il tempo di 2’03”77.
Nei 200 metri Pignatelli Simone ottiene 23”23, Simone è al primo anno allievo ed è ad un passo dal minimo per i campionati italiani di categoria. Castrignanò Martina categoria juniores 28”35 sui 200 .
Nel Lancio del Martello invece l’allievo Caforio Simone realizza il minimo con la misura di 45,89 metri giungendo terzo nella sua gara.

I migliori risultati per disciplina “coperta” degli atleti dell’Olimpo Latiano sono stati:
Carbone Pierpaolo AM nella gara dei 200 metri realizza 25”69 .
Nel doppio giro di pista gli allievo Morciano Mario fermano le lancette negli 800 metri rispettivamente, 2’09”51.
Nei 5000 metri Pomarico Andrea SM40 18’50”78 è il suo tempo.
Nei lanci e precisamente nel giavellotto da 700 g. l’allievo Nisi Francesco lancia a 39,35. Nel giavellotto da 800 g. Lagatta Matteo SM35 lancia a 22,72.
L’allieva Legrottaglie Alessia ottiene il personal best con 10,25 metri.
In rappresentanza della società Apuliathletica -Triarico Paolo SM45 corre il suo 800 metri in 2’22”96,
Per i Runners Ostuni – Melpignano Alfonso SM40 corre i 200 metri in 27”63.
Per Ecolservizi Runners – Lanzilotti Antonio SM50 18’54”46 nei 5000 metri.

URBAN TRAIL LEUCA

Domenica 9 maggio si è svolta in un bellissimo scenario paesaggistico a Santa Maria di Leuca l’affascinante manifestazione “URBAN TRAIL LEUCA”, Gara di Urban trail inserita nel calendario come “attività di interesse nazionale” sulla distanza di 11,5 Km per i Master e 9,5 Km per gli Allievi.
La gara indetta dalla Fidal è stata ben organizzata dall’ Atletica Capo di Leuca del presidente Luca Scarcia . Suggestivo il percorso misto caratterizzato da sabbia, scogliera, sentieri e scalinate e spettacolare l’arrivo sulla sabbia.

Diverse sono state le società brindisine che hanno partecipato all’evento tra cui :

Apuliathletica, Olimpo Latiano, Atletica Carovigno, Amatori Brindisi , Atletica Messapica, Atletica Latiano, Gymnasium San Pancrazio, Atletica Mesagne Avis, Ostuni Runners  e l’Atletica Dorando Pietri .
Ognuna di queste società ha portato alla partenza tanti partecipanti che hanno trascorso una giornata di sano sport e sana competizione come non si faceva ormai da diverso tempo .
I più veloci arrivati per ogni società brindisina, indipendentemente dalle categorie sono stati:

Apuliathletica, Conte Mario exequo con il suo compagno di squadra Carbotta Luca che hanno chiuso la gara in 53’42;

Amatori Brindisi  Giglio Leandro con il tempo di 56’23”;

Olimpo Latiano Palma Gianpiero con il tempo di 1h04’58’’;

Atletica Mesagne Palmisano Marco Antonio con il tempo di 59’08”;

Atletica Messapica Moriero Antonio con il tempo di 59’57”;

Atletica Latiano Rubino Tommaso con il tempo di 1h00”29;

Gymnasium San Pancrazio Epifani Girolamo con il tempo di 1h01”52;

Ostuni Runner’s Vetrano Mario con il tempo di 1h03”09;

Dorando Pietri  Zizzi Vitantonio con il tempo di 1h07”29;

Atletica Carovigno Esposito Daniele con il tempo di 1h15”05;

Complimenti a tutti i partecipanti.

Angelo Cisternino e Cosimo Leuci
powered Matteo Lagatta

Fino in Fondo un’edizione da incorniciare.

FINOinFONDO2019, un’edizione da incorniciare.

Brindisi, 31 agosto 2019

Il campo scuola “Lucio Montanile” è stato il palcoscenico della quinta edizione del meeting dedicato al settore mezzofondo, istituito per ricordare due figure carismatiche oltre che due talenti cristallini della nostra terra, Antonio Andriani (https://www.iaaf.org/athletes/italy/antonio-andriani-12191) e Cosimo Caliandro (https://www.iaaf.org/athletes/italy/cosimo-caliandro-170885), entrambi venuti a mancare in giovanissima età ed ancora nel pieno della loro attività agonistica. Musica ad accogliere i partecipanti e scenografia da “grande meeting” curata in ogni dettaglio grazie al contributo dello sponsor tecnico Pianeta Sport di Massafra e del brand ASICS. Direzione della manifestazione affidata all’azzurro di maratona Ottavio Andriani e al Presidente della C.P. Fidal Brindisi Giancosimo Pagliara.

TROFEO COSIMO CALIANDRO – Una spettacolare gara sui 3000 mt U18, dedicata al Campione Europeo Indoor di Birmingham, ha visto imporsi sul filo di lana l’argento sui 2000 siepi agli italiani di Agropoli, Raffaele AUGIMERI (Aden Exprivia Molfetta) con il crono di 9’14”1, davanti ad un ritrovato Giovanni PERRONE (Atletica Amatori Cisternino Ecolservizi) secondo in 9’14”3.
TROFEO DEL MEZZOFONDO – La regina è Sabina DORONZO (Alteratletica Locorotondo), capace di aggiudicarsi, con una prova sempre in spinta, i 3000 mt femminili con un buon 10’37” che rappresenta anche il suo nuovo PB sulla distanza. Alle sue spalle Miriana PARISI (Amatori Atletica Acquaviva).

TROFEO ANTONIO ANDRIANI – I 5000 mt maschili assegnano il Trofeo intitolato al campione di Francavilla Fontana. Due le serie al via con il sorprendente Gabriele CANGIULLI (Atletica Don Milani Mottola) che nella prima serie riesce ad impostare, nonostante una gara in testa sin dal primo metro, una gara su ritmi importanti ma regolari, chiudendo la sua prova con un ottimo 15’25”1 che gli consente di giungere in terza posizione nella classifica generale.
La serie Elitè dei 5000 mt non tradisce le attese e come da programma Njie NFAMARA (Atletica Casone Noceto), non al meglio della condizione per i postumi di un fastidioso infortunio, decide di avviare l’andatura sul piede dei 2’55” al km per due terzi di gara, seguito a ruota dal compagno di squadra Pasquale SELVAROLO e dal crotonese Ayoub IDAM. Poco prima del quarto chilometro NFAMARA si ferma per il riacutizzarsi del fastidio e a contendersi la vittoria finale restano in due. Ultimo chilometro tutto in progressione con il giovane junior della K42 di Cosenza che prende la testa e, al suono di campana, decide di lanciarsi in una lunga volata. Entusiasmo alle stelle per il numeroso pubblico accorso sugli spalti che balza in piedi per applaudire i due rivali che chiudono un ultimo giro in un notevole 60” e che vede SELVAROLO regolare quasi al fotofinish Ayoub IDAM. Crono finale che premia entrambi con il nuovo primato personale; 14’30”2 per Pasquale che diventa l’ottavo U23 in stagione in Italia e 14’30”8 per Ayoub che addirittura sigla la migliore prestazione italiana U20.

GARE GIOVANILI – Come ormai capita sovente, tante belle prestazioni arrivano da un frizzante settore del mezzofondo giovanile pugliese, gestito al meglio dal nostro responsabile di settore Ottavio Andriani che, al rientro dal raduno estivo di Ariano Irpino, disegna in accordo con tecnici personali ed atleti, un 2000 mt Cadetti spettacolare. Grande affermazione per Andrea RIBATTI (All Tri Sport) che riscrive il suo personale sulla distanza con un importante 5’44”6, crono che rappresenta la seconda migliore prestazione U16 italiana stagionale. Una graduatoria nazionale che sorride ai colori pugliesi, dove trovano spazio ben 5 atleti tra i primi 7 e che vede, sempre in testa l’altro pugliese Antonio BONVINO (Atletica Fiamma Giovinazzo) giunto terzo nella gara di Brindisi con un 5’49”7, alle spalle di un coriaceo Domenico FARINA (Atletica Don Milani Mottola), ottimo secondo in 5’48”8, primato personale anche per lui.
Giulia BERARDI (ATL. STUD. IST.PITAGORA FG) vince in solitaria la gara riservata alle Cadette, davanti a Sara STIFANI (Galatletica Dream Team) e Roberta CAVALLO (Atletica Grottaglie).
Nelle gare dei 1000 mt per la categoria Ragazzi, al maschile si impone il leccese Gabriele TONDI (Tre Casali) e al femminile la barese Alessia DOLCIAMORE (Nuova Atletica Bitonto).

Da segnalare infine, il netto successo del Criterium Provinciale del Mezzofondo Giovanile per la rappresentativa Fidal Lecce, che grazie ad una squadra robusta e completa riesce a sugellare, per la prima volta, questo importante successo.
Presenti a bordo pista ad apprezzare l’alto contenuto tecnico delle gare e la riuscita della manifestazione il Fiduciario Tecnico Regionale Mimmo Altomare, i Vice Presidenti Antonio Ferrara ed Antonio Petino ed il Presidente Giacomo Leone che, proprio insieme ai gemelli Andriani, su quella di pista ha mosso i primi passi di una lunga ed esaltante carriera agonistica.

Sedici le serie disputate in poco meno di tre ore che raccontano di sano pomeriggio di sport reso tale da un egregio lavoro da parte della segreteria e dei giudici e grazie al quale tutti i presenti hanno potuto godere di uno spettacolo fatto di suoni, luci, musica e prestazioni con ritmo sempre più esaltante che ha divertito ed emozionato (a giudicare dai sorrisi) tanto i protagonisti in gara quanto chi osservava dalle gremite tribune.

Claudio Lorusso

Record al “Montanile” di Brindisi

Brindisi, 12 ottobre 2019

Grande pomeriggio di atletica a suon di record in quel di Brindisi.

Sono infatti due le nuove migliori prestazioni regionali provenienti dal lancio del martello durante i Campionati Provinciali Individuali Ragazzi e Cadetti organizzati dal Comitato Provinciale Fidal Brindisi al Campo Scuola “L. Montanile” di Brindisi.

La prima a firma di Alessandro Pignatelli della Folgore Brindisi 1946, che stabilisce con metri 42,13 la nuova migliore prestazione regionale categoria ragazzi. Il giovane allenato da Bruno Stasi fa ben sperare in prospettiva in quanto è soltanto al primo anno di categoria ed ha lanciato con l’attrezzo da 2 kg nella serie extra organizzata ad hoc proprio per dare l’opportunità anche ai ragazzi di esprimersi nel martello, così come da direttive tecniche regionali di settore.

Il secondo, Mattia Galiulo dell’Atletica Amatori Cisternino Ecolserivizi, è allenato da Cosimo Leuci e va egregiamente a riscrivere con metri 57,68 il nuovo record regionale Cadetti con l’attrezzo da 4 kg.

Star bene con l’atletica

La pratica di questa disciplina, superata l’età giovanile, può aiutare a vivere meglio? La risposta appare scontata, ma è interessante anche capire il perché. Testo del tecnico specialista Piero Incalza

Ottantamila tesserati nel 2010. Di questi, 34.000 hanno concluso una maratona. Sono numeri importanti ed in costante crescita quelli che riguardano gli appassionati che si avvicinano e aderiscono all’atletica leggera con finalità salutistiche e amatoriali. Trenta, quaranta minuti di esercizio fisico continuo per quattro volte a settimana è quello che, solitamente, viene suggerito per mantenere una buona condizione funzionale. Questa semplice indicazione, se pur condivisibile nella sua essenza, appare estremamente generica e poco utile da chi si vuole avvicinare alle attività che l’atletica propone.

Gli obiettivi e le motivazioni alla pratica sportiva possono essere diretti verso la ricerca della massima prestazione oppure del benessere fisico e psicologico (fitness). L’una non esclude l’altro, anzi: lo stato di salute costituisce il presupposto fondamentale per perseguire e raggiungere i migliori risultati sportivi. E’ altrettanto risaputo che quando si sottoporre l’organismo ad impegni massimali, aumentano i fattori di rischio e, quindi, le “controindicazioni” per chi si improvvisa atleta.

L’attività sportiva amatoriale, per definizione, deve tendere alla salute dell’uomo, al suo benessere generale, al piacere intimo derivante dal profondo bisogno di muoversi. In breve, a migliorare la qualità della vita.

Il confine tra gli effetti positivi e i risvolti negativi dell’attività fisica e sportiva è molto labile. Basta poco per sconfinare in ambiti per i quali non si è pronti e preparati, spesso fuorviati da una cattiva lettura delle percezioni/sensazioni che l’organismo fornisce. Per tali ragioni è necessario che anche i praticanti delle attività sportive amatoriali siano istradati e consigliati da personale esperto, in grado di proporre, in modo individualizzato, le forme più appropriate di movimento.

Anche una corretta attività fisica procura, in ogni caso, sollecitazioni gravose all’organismo. Un’attività scorretta può indurre alterazioni importanti, anche irreversibili. A questo punto sorge il dubbio che il lavoro fisico sia fonte di disagio per l’organismo e che non si comprendano i benefici. In realtà è proprio così: l’attività fisica usura l’organismo! In assoluto, tale affermazione sarebbe del tutto vera se gli esseri viventi non possedessero, in varia misura, un’importante proprietà: la capacità di adattamento. A ben riflettere, non si è mai completamente fermi. “Essere vivi” presuppone che tutti gli organi siano in funzione, ossia “in movimento”. Il mantenimento della condizione di funzionalità è assicurato dal continuo rifornimento di energia e dalla rigenerazione dei tessuti danneggiati. Quest’ultima funzione è massima nei momenti di pausa lavorativa (riposo) ed è stimolata (accelerata) dagli stress che investono l’organismo.

In pratica, il miglior modo per mantenere e per migliorare l’efficienza del sistema è “danneggiarlo”. Ma non troppo! La fisiologia (e la teoria dell’allenamento sportivo) fonda i suoi insegnamenti sul principio secondo il quale “l’uso sviluppa l’organo” …. durante il riposo!

DURANTE L’ATTIVITA’ FISICA SI HA:
–          Consumo di energia
–          Dolori muscolari
–          Affanno (dispnea)
–          Traumi osteo-articolari
–          Stress cardiaco
–          Produzione di tossine
–          Riduzione progressiva delle capacità di movimento
–          Sofferenza (stress) di tutti gli organi interni (fegato, rene, milza, …)
–          Stati di ansia (agonismo)

DURANTE IL RECUPERO I TESSUTI E (QUINDI) GLI ORGANI:
–          Si rigenerano
–          Guariscono
–          Si riproducono
–          Si riparano
–          Si sviluppano

IN DEFINITIVA: L’ORGANISMO SI ADATTA

QUANDO L’ATTIVITA’ FISICA E’ BENE ORGANIZZATA, NEL RISPETTO DELL’ALTERNANZA TRA I TEMPI DI LAVORO E  QUELLI DI RIPOSO, SI DETERMINA IL POTENZIAMENTO DI TUTTE LE FUNZIONI ORGANICHE, L’INCREMENTO DELLE ABILITA’ DI MOVIMENTO ED IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA

Le necessità fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo sono regolate dal piacere che le stesse procurano. La fame, la sete, la respirazione, la riproduzione …. attendono a tale principio. La sopravvivenza è, spesso, legata alla capacità di muoversi abilmente. Per tale ragione si è consolidato, nel genere animale, il “piacere” nel muoversi. Il gioco rappresenta la fase propedeutica all’apprendimento, allo sviluppo intellettivo, all’interazione col mondo ed è prerogativa dei “cuccioli”, ma anche gli adulti continuano a divertirsi giocando. La motivazione principale che spinge alla pratica sportiva è il piacere che essa provoca, anche negli atleti di vertice o professionisti. In questi, quando il piacere e la passione si attenuano, sostituiti da altri interessi (economici e/o di immagine) anche i risultati si ridimensionano ed inizia il declino.

L’obiettivo è di assecondare la pulsione al movimento, capire gli interessi e le attitudini individuali, adeguare le attività alle caratteristiche del praticante. Si avrà successo se il piacere derivante dal riuscire a fare (perseguire un fine) è maggiore del disagio procurato dalla “fatica” dell’attività fisica.

In linea di principio, le attività atletiche organizzate e continuative hanno un ruolo importante nella strategia preventiva e curativa di diversi disturbi del nostro tempo. L’introduzione delle macchine ha alleggerito l’uomo di molte incombenze ma, al tempo stesso, gli ha sottratto innumerevoli occasioni per svolgere attività fisica spontanea e/o lavorativa, riducendo sensibilmente sia le abilità gestuali sia l’efficienza delle grandi funzioni organiche. Per questa ragione, così come già osservato, eserciti di sedentari scoprono (dopo i quarant’anni) i benefici del movimento e, il più delle volte, si gettano a capofitto nello sport preferito, alla ricerca di recuperare il tempo perduto.

E’ il tipico errore del “principiante adulto”: riaffiorano vecchi ricordi dell’infanzia, quando correre e saltare era più facile che leggere e scrivere. Si vorrebbe riprendere da lì, come se trenta o quarant’anni si potessero saltare a piè pari. In questi casi la prudenza non è mai troppa; il principio della gradualità deve sovrastare qualsiasi altro intento affinché non si sia costretti a fermarsi prima ancora di cominciare.

Si ribadisce, quindi, che l’attività da praticare deve, innanzi tutto, divertire. Entusiasmo, emozione e benessere sono i requisiti che assicurano continuità e lunga vita all’impegno assunto.

Una volta soddisfatto questo principio, sarà opportuno considerare che gli sforzi di medio impegno (riferito ad un valore strettamente individuale) siano da preferire a quelli che sollecitano il sistema al massimo delle sue possibilità. Diversi studi confermano che la “macchina umana” funziona bene se i processi di scambio tra ossigeno (O2) e anidride carbonica (CO2) si svolgono al meglio (respirazione). Tra la capacità di consumare ossigeno (VO2) ed il rischio di contrarre gravi malattie (sino alla morte) vi è un’alta correlazione. Le specialità dell’atletica continue a media intensità, come la marcia e la corsa prolungata, consentono di mantenere efficienti e di stimolare opportunamente i sistemi aerobici (consumo di O2) e prevenire i disturbi a carico dell’apparato cardio-respiratorio.

Atletica, Alimentazione, Ambiente sono tre “A” che possono incidere in misura importante sul nostro modello di vita.

Piero Incalza